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Come Noi Onlus

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Referente: Antonino Puccio, E-mail: comenoi@comenoi.org, Sito: www.comenoi.org

“Ogni villaggio è il mio villaggio. Ogni uomo è mio fratello”.
Per parlare dell’associazione di oggi abbiamo deciso di partire dal fondo, dal messaggio.
La frase è di Padre Codello, e non è una frase di oggi, di ieri, dello scorso mese o dello scorso anno, ma risale alla fine degli anni ’60.

Xlestrade ha incontrato Piero Caciagli e la moglie Franca Viola. Essi fanno parte dell’Associazione Come Noi Onlus.
Come Noi è nata nel 1966 dopo che alcune famiglie di Torino, tra cui Walter e Clara Cavallini, fecero ritorno dall’India dove si erano recate al fine di adottare dei bambini.

eritrea_foto_ComeNoi OnlusEssi infatti pensarono che era positiva l’adozione ma che occorreva fare qualcosa anche per tutti quei bambini e adulti che in India continuavano a vivere in condizioni di povertà estrema e di non autosufficienza.
Come Noi nasce quindi con l’intento di promuovere condizioni di vita migliori sul posto al fine di rendere la popolazione locale autosufficiente, finanziando progetti di sviluppo prevalentemente agricoli.
Padre Villanova fu il primo responsabile di un progetto in India. L’area di operatività era Polur, nel Tamil Nadu, stato del sud del paese. Il primo “invio” non fu di cibo o denaro, ma la consegna di pecore e capre alle famiglie locali per l’autosostentamento.
Poi si proseguì con lo scavo di bacini per la raccolta di acqua per l’irrigazione. P. Codello allora divenne il responsabile per il progetto per Come Noi, che venne esteso per promuovere lo sviluppo agricolo e l’autosufficienza di interi villaggi con importanti risultati sull’economia locale.

Fu allora che si decise che l’”aiuto” avrebbe dovuto costituire una voce nel bilancio familiare. L’aiuto avrebbe dovuto essere continuativo allo scopo di dare respiro ai progetti sostenuti, anche se non era importante il “quanto”.
Tale filosofia è presente ancora oggi all’interno di Come Noi.

Come Noi ha, nel 2006, festeggiato i 40 anni di attività. Con il tempo i progetti si sono evoluti e gli stati in cui intervenire sono aumentati.
Ogni progetto nasce per rispondere a bisogni delle comunità locali le quali, dopo averli proposti, ne assumono la gestione, mediante un responsabile locale. Gli interlocutori locali, ci hanno raccontato, sono le comunità ed il responsabile locale può essere un laico, ma spesso è un religioso che anima la comunità.
Come Noi “offre” solo un responsabile che, in forma totalmente volontaria, mantiene personalmente i contatti e segue l’andamento e le necessità del progetto per assicurarne la riuscita.
L’obiettivo è che al termine dell’intervento il progetto possa continuare autonomamente, quindi il progetto proposto deve essere solido e rispondente a reali bisogni per poter essere finanziato e appoggiato. A tal proposito, ogni proposta viene esaminata attentamente e discussa all’interno del comitato promotore, costituito dai soci di Come Noi, una quarantina di persone. Dato il lavoro totalmente volontario dei partecipanti, si riesce a mantenere un costo di gestione della onlus inferiore al 5% del bilancio complessivo, cioè il 95% delle entrate va direttamente ai beneficiari dei progetti.

I Paesi in cui operano o hanno operato nel corso degli anni sono:

India, Brasile, Rwanda, Eritrea, Uganda, Senegal, Mozambico, Sudan, Etiopia, Mali. 

Micro realizzazioni sono state effettuate in altri Stati sulla base delle esigenze del momento.

Un ulteriore progetto lo sostengono in Italia: il progetto MEIC “Torino è la mia città”. Il progetto mira a Torinomiacittàpromuovere e sostenere corsi di italiano e percorsi di integrazione civica per donne straniere, soprattutto magrebine.

Xlestrade ha poi chiesto loro quali sono i futuri progetti di Come Noi Onlus.

Certamente la continuazione dell’impegno in Africa, sostenendo e proseguendo con nuove iniziative gli attuali progetti in corso in Senegal, Uganda, Rwanda ed Eritrea.
In Brasile, in cui sono state realizzati importanti progetti come la trasformazione della favela di Vila Canoas in bario o gli interventi agricoli nel Nord Est, il sostegno è in fase di diminuzione, non per mancanza di fondi ma, al contrario, perché i progetti stanno proseguendo con risorse trovate in loco.

Si sta avviando una discussione sulla possibilità o necessità in questo momento di prestare particolare attenzione al problema delle “nuove povertà” degli italiani e non solo più degli stranieri in Italia. Perciò, la prossima giornata di riflessione di Come Noi sarà dedicata proprio a questo tema.

Abbiamo infine chiesto loro come è possibile partecipare alle attività di Come Noi.

DSCN0949Vi sono due livelli di partecipazione. Il primo livello è quello di essere semplici aderenti, ovvero sostenitori che mettono nel loro familiare la voce “sostegno a progetti di sviluppo”. Ad essi viene inviato due volte l’anno il bollettino con le notizie e gli aggiornamenti sui progetti. Una volta all’anno c’è l’incontro aperto a tutti, in occasione del Natale, in cui vengono illustrate con poster e relazioni e se possibile la presenza dei responsabili locali, le differenti iniziative e si da spazio a domande e sollecitazioni da parte degli aderenti. Il secondo livello è quello di essere soci, ovvero essere parte del comitato promotore. Ci hanno raccontato che tutte le decisioni sono prese all’unanimità, anche se questo comporta lunghe e accese discussioni. Il progetto è infatti di tutti, non di uno solo. Si definiscono associazione laica. Interessante però raccontare che ogni riunione finisce con un minuto di silenzio. In tale minuto ognuno di loro ha modo di pensare, pregare o altro.

Concludiamo il lungo articolo augurando loro buona fortuna e… Xlestrade realmente vorrebbe che “ogni uomo fosse nostro fratello” :).

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